Avvicino
il pacchetto di sigarette e ne sfilo pigramente una, segui con lo sguardo il
piccolo involucro di carta e tabacco che giocherella tra le dita, uno
sguardo e veloce sei pronto per farmi accendere.
Rimani in ginocchio con le
mani a coppa pronte a farmi da posacenere, tremoli impercettibili tri
percorrono quando mi avvicino e le lunghe unghie laccate battono sulla
sigaretta e fanno cadere la cenere.
Aspiro voluttuosa il fumo che espiro sul
tuo viso, ti avvolgo nel mio fiato e socchiudo gli occhi.
Prendo
le tue mani e lascio cadere una lingua di saliva mischiandola così alla
cenere, ti vedo inorridito dallo spreco di quello sputo che avresti accolto
felice in bocca.
Segui
ogni mio movimento, ipnotizzato dal lento bruciare ti desti nel
momento in cui il mozzicone oramai al termine deve essere spento.
Ancora una volta saliva e brace che perde la sua forza nella vischiosa sostanza, fino al momento in cui è possibile premerla con forza sul palmo della tua mano.
Ancora una volta saliva e brace che perde la sua forza nella vischiosa sostanza, fino al momento in cui è possibile premerla con forza sul palmo della tua mano.
Mi
guardi speranzoso al termine dell’operazione, me lo hai detto quanto più fosse
degradante tanto maggiore sarebbe stato il piacere.
Sei stato bravo e ti concedo il disgusto mentre avido lecchi il tanto agognato pasto.
Sei stato bravo e ti concedo il disgusto mentre avido lecchi il tanto agognato pasto.
Rileggendolo, ho come ri vissuto per la seconda volta, quel bellissimo pomeriggio passato con LEI, inginocchiato ai suoi piedi,umile cagna, da usare per ogni suo desiderio.
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