Il trillo del citofono segna il tuo arrivo : “ Terzo piano” pochi minuti e sento l’ascensore aprirsi,
“La prossima volta usa le scale o hai il culo così pesante da non farcela?”
Domando
retorica mentre varchi la soglia, tenti di farfugliare delle scuse.
Impalatorimani nell’ingresso mentre mi siedo sul divano
“ Sei in ritardo, m’irritano molto le persone che non sono in grado di rispettare l’orario stabilito”
Accendo una sigaretta
“Muoviti idiota, spogliati completamente e metti tutto ben piegato a terra”
Traballi durante l’operazione, l’agitazione non aiuta mi avvicino e squadrandoti da capo a piedi
“Sei una robetta sgraziata, vesti ancora la maglia della salute e i mutandoni di Fantozzi ” ti trascino per un orecchio.
“Vieni
con me a vedere lo schifo che mi presenti, guardati nello specchio, il
tuo fisico è flaccido e bianchiccio non hai neanche un pelo a dare una
parvenza di mascolità”
Vorresti scomparire dalla vergogna del tuo
corpo esposto, il faretto puntato addosso ti scalda e cominci a sudare,
lo sguardo vaga dalla punta dei piedi all’immagine nello specchio
“Rimarchiamo
l’ovvio… sei pelato eppure ti lasci quattro peli in testa da galletto
coglione, la natura non ti ha provvisto di molte cose, stai dritto
vediamo se con una postura migliore riesci a ottenere
qualche centimetro di collo, niente non se ne ricava niente da te”
Lo sguardo scorre mentre con la lingua del frustino premo sull’addome, poi un colpo
“Pancia
in dentro, vediamo se sotto quella massa lardosa hai attributi
maschili, oltre al fatto che per trovarlo devi spostare la ciccia… e
questo fa già schifo…questo sarebbe tutto quello che hai? A quale
stadio si è fermata la crescita? No perché spero tu ti sia fatto vedere…”
mentre
mi siedo e ti ho davanti con il frustino ti faccio allargare le gambe
soppeso con la punta squadrata la sacca dei testicoli
“con
entrambe forse si raggiunge la misura di uno normale, a darti del gran
coglione ti si fa un complimento… vista la realtà delle cose fossi in
te, leverei tutto, magari come troietta rendi meglio.”
Il trattamento che ti riservo risveglia il soggetto umiliato e debole fa capolino una goccia dalla punta.
“latrina
schifosa cosa fai? Mi sgoccioli per terra! sei così mini dotato anche
di cervello da non saperti trattenere dal rilasciare quel viscidume?
Lecca per terra quell’orrore e ora prendi la ciotola, svelto,
vediamo se il tuo coso in miniatura funziona come quelli veri, forza toccati…”
lo fai puntando il getto nella ciotola, sei distrutto ma sai che non è finita
“pulisci con la lingua tutto, non risucchiare schifoso deficiente che mi fai vomitare!”
Guardo disgustata l’operazione e prima di liquidarti ti lascio un ordine:
“hai gli strumenti per riprodurti… non farlo.”
Nessun commento:
Posta un commento