Lunghe gambe affusolate fasciate da
un’impalpabile calza fieramente ancorata al gancetto del reggicalze, lo spacco
della longuette lascia intravedere la terra incantata che è la pelle nuda della
Padrona.
In ginocchio inizi dalle scarpe le
sfili piano e riponi accanto, Lei è comoda sul divano accavalla le gambe e
avvicina un piede al tuo viso, senti l’odore del sudore e del cuoio trattenuti
dalla calza, puoi vedere un leggero alone scurire la trama e oscilli il capo a
seguire il movimento. Quello è il centro del tuo mondo lo brami, desideri e maggiore è il desiderio più lei prosegue in quella lenta tortura.
Non hai ancora il permesso di toccarli puoi solo aspettare immobile intanto che la Signora struscia la pianta sul viso, distende le dita e le muove così da ravvivare l’odore, ti solletica il naso e lo imprigiona tra l’alluce e il primo dito. Sono momenti intensi nell’attesa di poter adorare quelle magnifiche estremità.
La concessione del contatto, la possibilità di sfiorare con le labbra e baciare, prima titubante poi sempre più deciso, dedicarsi a ogni singolo dito prima con il tocco asciutto e poi con lunghe leccate tra ogni fessura avvolgerle tra le labbra e succhiare delicato.
Le mani sorreggono dispensando la Padrona da ogni fatica, è un gioco di equilibri e sguardi offuscati dal desiderio, ma è Lei che comanda e viola la bocca affondando decisa il feticcio del tuo desiderio, spinge il delicato piedino intanto che continui a succhiare avido.
Argini i conati ma non le lacrime che solitarie compaiono, è con una carezza che l’altro piede si insinua sul tuo viso, ingannevole come solo Lei riesce a essere ed ecco che il tuo respiro viene interrotto.
L’estasi ti avvolge scuotendoti con un fremito, riprendi fiato e torni dal sogno.
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